Cybersecurity
Panorama ransomware estate 2025: il manifatturiero nel mirino
Nella primavera-estate 2025 il ransomware ha colpito soprattutto il manifatturiero. Dati, gruppi attivi e implicazioni per gli ambienti OT industriali.

La telemetria di settore raccolta tra marzo e agosto 2025 racconta una stagione intensa per gli operatori del ransomware. Il dato che salta subito all'occhio non riguarda il numero assoluto di attacchi, ma la loro concentrazione: il settore manifatturiero ha assorbito quasi la totalità degli alert rilevati. Per chi gestisce impianti industriali e infrastrutture OT, è un segnale che merita attenzione operativa, non solo una statistica da rapporto.
I numeri della stagione
La distribuzione degli alert per settore è netta:
| Settore | Quota alert |
|---|---|
| Manifatturiero | 83,82% |
| Trasporti | 13,87% |
| Servizi al consumatore | 1,16% |
Sul piano geografico, gli Stati Uniti restano l'epicentro con il 56,42% degli incidenti, seguiti dal Regno Unito (14,53%) e dal Giappone (6,7%). La fotografia è chiara: il manifatturiero è il bersaglio prioritario, e non per caso. Fermare una linea di produzione genera pressione immediata e costi diretti, una leva che gli operatori del riscatto conoscono bene.
Chi era attivo
Tre famiglie hanno dominato il periodo, ognuna con una storia diversa:
- BlackSuit: evoluzione diretta di Royal e discendente della galassia Conti, leader degli alert a maggio. Le operazioni combinate hanno superato i 370 milioni di dollari in riscatti, prima di una flessione ad agosto in seguito a un'operazione di takedown delle autorità statunitensi a luglio.
- Cl0p (TA505): specializzata nello sfruttamento di vulnerabilità zero-day nelle soluzioni di trasferimento file (MOVEit, GoAnywhere, Accellion). Ancora ben presente a due anni dalle prime campagne, a conferma di quanto sia persistente una catena di compromissione che funziona.
- Black Basta: oltre 500 organizzazioni colpite fino a metà 2024. Nonostante il leak interno delle operazioni a febbraio 2025, i moduli già distribuiti continuano a essere rilevati.
Sul fronte delle tecniche emergenti, è comparso anche un prototipo di ransomware assistito da intelligenza artificiale (PromptLock), ancora in fase iniziale ma indicativo della direzione che il fenomeno potrebbe prendere.
Perché l'OT è esposto in modo diverso
Un dettaglio del rilevamento merita una riflessione: parte degli alert è arrivata da sensori endpoint installati su macchine HMI, non solo dal monitoraggio del traffico di rete. È la prova che la minaccia non si ferma all'IT aziendale, ma tocca i sistemi che governano direttamente il processo produttivo.
Qui sta la differenza sostanziale rispetto a un ambiente puramente informatico. In un impianto non si può semplicemente isolare e reinstallare: un'azione di contenimento mal calibrata può fermare la produzione tanto quanto l'attacco stesso. Per questo la difesa in ambito industriale richiede un approccio che tenga insieme sicurezza e continuità operativa.
L'angolo MON5
L'esperienza sul campo conferma le priorità indicate dalla ricerca, ma con una declinazione specifica per il mondo OT:
- Visibilità prima di tutto. Non si protegge ciò che non si vede. Mappare in modo completo gli asset di impianto, comprese le HMI e i dispositivi di edge spesso fuori dal radar dell'IT, è il presupposto di qualsiasi strategia di difesa.
- Vulnerabilità nel contesto reale. Un CVE critico su carta può essere irrilevante se il dispositivo è segmentato e non esposto, oppure urgente se governa una funzione di sicurezza. Correlare le vulnerabilità con il contesto d'impianto evita di disperdere risorse su priorità sbagliate.
- Anomalie senza fermare la linea. Il monitoraggio passivo del traffico e dei comportamenti permette di intercettare i segnali precoci di una compromissione, dal movimento laterale alle comunicazioni verso indicatori noti, senza interrompere il processo produttivo.
Il messaggio della stagione 2025 è semplice da enunciare e impegnativo da attuare: il manifatturiero è oggi il fronte caldo del ransomware, e la difesa degli ambienti OT non può essere un copia-incolla delle pratiche IT. Serve visibilità continua, contestualizzazione del rischio e capacità di reagire senza spegnere l'impianto.
Analisi e commento a cura di MON5 su ricerca e dati di pubblico dominio del settore OT/ICS.
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